The Wailing (Goksung, 2016) di Na Hong-jin

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes del 2016, “The Wailing” (Goksung), terzo lungometraggio del regista coreano Na Hong-jin, è un thriller atipico, che sorprende per la sua capacità di combinare suggestioni differenti con uno stile artisticamente strutturato.

In un piccolo villaggio sudcoreano, chiamato appunto Goksung, avvengono misteriosi decessi. Gli abitanti iniziano a manifestare i sintomi di una strana malattia che li rende aggressivi e li consuma fino alla morte; non sembra una coincidenza che proprio in quel momento faccia la sua comparsa un misterioso uomo giapponese. Il poliziotto Jong-goo indaga senza fortuna e nel frattempo anche sua figlia si ammala. La sua esasperazione lo spingerà a cercare un rimedio nel soprannaturale.

C’è molto nel film di Na Hong-jin, temi e generi differenti, che il regista riesce a plasmare e far coesistere in maniera sorprendente; 156 minuti sono molti per un film ma in questo caso sono tutti funzionali ad una lenta e graduale costruzione del senso di paura e tensione che il regista vuole destare nello spettatore.

Se l’inizio sembra seguire le dinamiche tipiche di un film di zombie, lo sviluppo tuttavia mette in scena questioni più profonde che hanno a che fare con il pregiudizio e la fede.

Il poliziotto protagonista è quanto di più lontano dalla figura eroica che un uomo di legge abitualmente suggerisce. La sua indolenza, il suo muoversi impacciato, lo scetticismo che guida le sue azioni, stridono con l’atmosfera cupa e grave dell’ambiente che lo circonda e al tempo stesso riescono a stemperare la tensione con momenti ironici quasi surreali.

Man mano che la narrazione procede egli è costretto a prendere coscienza di ciò che gli sta intorno, pur nell’impossibilità di capire di cosa si tratti e a chi dare ascolto. Sconvolto nel vedere la propria figlia contagiata da un male al quale non sa che nome dare, egli non si rassegna; nella sua rivendicazione del ruolo di padre piuttosto che del ruolo di poliziotto, egli acquista forza e caparbietà.

“Esiste un Dio? E se esiste, egli è sempre buono?”, questo è l’assunto di partenza che ha spinto Na Hong-jin a girare il film. Come riusciamo oggi a spiegare le tragedie cui dobbiamo assistere continuamente? Spiegare le ragioni dell’esistenza umana vuol dire rivolgersi spesso al soprannaturale, cercare risposte volgendo lo sguardo oltre l’esperienza terrena, ma a questo punto il disperato bisogno di conoscenza ci rende incapaci di distinguere il bene dal male, sospettosi verso coloro che non conosciamo, spaventati dall’impossibilità di comunicare.

Alla fine Na Hong-jin pone molte domande ma non offre risposte e, in realtà, chi può dire oggi di averle?

 

Titolo originale: Goksung
Paese: Corea del Sud
Anno: 2016
Durata: 156 minuti
Regia e sceneggiatura: Na Hong-jin
Fotografia: Hong Kyung-pyo
Montaggio: Kim Sun-min

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.